
Lo faresti se non facesse dimagrire?
Ho deciso di applicare questa domanda a qualsiasi attività sportiva che io inizi d'ora in poi.
E non solo.
Vorrei anche cercare altre ragioni per cui praticare uno sport.
Ogni sport ha le sue, eccheccavolo..
Ho scritto a mio padre oggi.
Gli ho detto che ho deciso di entrare in terapia.
Ma che voglio contribuire per metà alla spesa e che deve essere qualcuno che lui nn conosca - se non per il minimo indispensabile.
Sembrerà una premessa stupida quest'ultima...ma se si considera che mio padre è psicologo, non lo è poi così tanto...ehm.
La sua risposta è stata "Sono d'accordo, ci penso (a chi consigliarti)".
Ripenso a un'altra volta in cui mio padre mia ha letto dentro, lasciandomi senza parole.
Quando era stato ricoverato per l'intervento al cuore l'estate scorsa, io mi sentivo a pezzi, impotente e terrorizzata. Ho vissuto quei momenti immersa nel terrore che mio padre, uno dei pochi punti fermi della mia vita, potesse spegnersi, scivolermi tra le mani, lasciarmi sola.
Eppure, anche in ospedale, io nn ho pianto.
Mia sorella si, ma io no.
Avevo le lacrime che spingevano ma non volevo piangere, far preoccupare nessuno col mio dolore.
Come sempre.
Ma quando ho visto mio padre nel letto, così magro e piccolo e indifeso, coperto di tubi...
ricordo che mi si era stretto il cuore...
Dopo la sua uscita e la riabilitazione, ci eravamo rivisti e ricordo che lui mi disse una frase che mi sconcertò, perchè era esattamente la risposta a quella bambina terrorizzata che aveva avuto paura di perdere il suo papà.
"Hai visto? Il tuo papà si è ripreso, non gli è successo niente, è andato tutto bene.."
L'ha detto cingendomi le spalle, dopo avermi salutata.
Come sempre quando penso ai miei genitori non posso evitare di piangere.
Vado a nanna...
Buonanotte a voi.
Ho deciso di applicare questa domanda a qualsiasi attività sportiva che io inizi d'ora in poi.
E non solo.
Vorrei anche cercare altre ragioni per cui praticare uno sport.
Ogni sport ha le sue, eccheccavolo..
Ho scritto a mio padre oggi.
Gli ho detto che ho deciso di entrare in terapia.
Ma che voglio contribuire per metà alla spesa e che deve essere qualcuno che lui nn conosca - se non per il minimo indispensabile.
Sembrerà una premessa stupida quest'ultima...ma se si considera che mio padre è psicologo, non lo è poi così tanto...ehm.
La sua risposta è stata "Sono d'accordo, ci penso (a chi consigliarti)".
Ripenso a un'altra volta in cui mio padre mia ha letto dentro, lasciandomi senza parole.
Quando era stato ricoverato per l'intervento al cuore l'estate scorsa, io mi sentivo a pezzi, impotente e terrorizzata. Ho vissuto quei momenti immersa nel terrore che mio padre, uno dei pochi punti fermi della mia vita, potesse spegnersi, scivolermi tra le mani, lasciarmi sola.
Eppure, anche in ospedale, io nn ho pianto.
Mia sorella si, ma io no.
Avevo le lacrime che spingevano ma non volevo piangere, far preoccupare nessuno col mio dolore.
Come sempre.
Ma quando ho visto mio padre nel letto, così magro e piccolo e indifeso, coperto di tubi...
ricordo che mi si era stretto il cuore...
Dopo la sua uscita e la riabilitazione, ci eravamo rivisti e ricordo che lui mi disse una frase che mi sconcertò, perchè era esattamente la risposta a quella bambina terrorizzata che aveva avuto paura di perdere il suo papà.
"Hai visto? Il tuo papà si è ripreso, non gli è successo niente, è andato tutto bene.."
L'ha detto cingendomi le spalle, dopo avermi salutata.
Come sempre quando penso ai miei genitori non posso evitare di piangere.
Vado a nanna...
Buonanotte a voi.
vuoi un bene dell'anima a tuo padre..è bello che lui ti sia vicino..
RispondiEliminanessuno dei miei mi è vicino..
fai bene ad andare in cura..sei brava..
io sto pensando di mollare la mia di cura il che equivale a voler morire