Ci salutiamo ed io piango.
Ti dico che è perchè sono triste perchè mia madre sta per partire di nuovo per un mese e lasciarmi a casa da sola.
Io nn sono una bambina che piange quando deve restare a casa da sola, ma la solitudine mi fa paura.
Mi lascia sola coi miei pensieri.
E' la verità..una parte di essa.
Ci salutiamo e tu mi dici che mi ami e che mi amerai per sempre.
Mi dici che ci sei restato "un pò male" perchè ti ho detto che "ti vedo immobile nella tua vita ed io nn voglio essere come te per questo me ne vado da questo paese..."
Una fetta di verità e tu ci resti male.
Mi dici che mi ami.
Ed io ti dico di si con la testa e sorrido.
Ma dietro al sorriso piango sempre.
Dietro al sorriso penso che io nn ti amo più.
Che nn ti stimo più.
Che per me sei come un bambino e che questo rapporto è diventato una boa
delle tante che esistono nella tua vita.
Ti tiene a galla ma sempre e comunque immobile.
Tu sei immobile nella tua vita.
E anche io lo sono.
Io voglio muovermi, cambiare.
Vorrei dirti che nei nostri progetti nn ci credo più.
Vorrei dirti che - anche se a pensarci mi viene da piangere- spesso tu nn mi capisci.
Vorrei dirti che mi riempie di rabbia la tua cecità davanti ai problemi.
Sento sempre quel vuoto..il vuoto di una complicità assente,
di una condivisione mentale che nn c'è.
Di una diversità che fa male perchè viene messa a tacere
o etichettata come 'simpatica', quando è drammatica e dolorosa.
Vorrei dirti che quando ti sembro distaccata, non è solo una tua impressione.
Vorrei riuscire una delle tante volte in cui mi chiedi se ti amo, a dirti la verità.
Vorrei non essere schiava delle mie paure.
Della stasi maledetta in cui mi lega sempre questo cuore codardo.
Vorrei non essere qui a piangere da sola davanti al computer questa
maledetta domenica pomeriggio.
Vorrei non farmi sempre schifo fuori, oltre che dentro certe volte.
Ma perchè non ci riesco?
Mi hai appena chiamato per chiedermi come sto, se sto bene. Che mi hai visto giù. Ed io sono giù infatti. Almeno in questo mi hai sempre saputo leggere bene...
Ti dico che è perchè sono triste perchè mia madre sta per partire di nuovo per un mese e lasciarmi a casa da sola.
Io nn sono una bambina che piange quando deve restare a casa da sola, ma la solitudine mi fa paura.
Mi lascia sola coi miei pensieri.
E' la verità..una parte di essa.
Ci salutiamo e tu mi dici che mi ami e che mi amerai per sempre.
Mi dici che ci sei restato "un pò male" perchè ti ho detto che "ti vedo immobile nella tua vita ed io nn voglio essere come te per questo me ne vado da questo paese..."
Una fetta di verità e tu ci resti male.
Mi dici che mi ami.
Ed io ti dico di si con la testa e sorrido.
Ma dietro al sorriso piango sempre.
Dietro al sorriso penso che io nn ti amo più.
Che nn ti stimo più.
Che per me sei come un bambino e che questo rapporto è diventato una boa
delle tante che esistono nella tua vita.
Ti tiene a galla ma sempre e comunque immobile.
Tu sei immobile nella tua vita.
E anche io lo sono.
Io voglio muovermi, cambiare.
Vorrei dirti che nei nostri progetti nn ci credo più.
Vorrei dirti che - anche se a pensarci mi viene da piangere- spesso tu nn mi capisci.
Vorrei dirti che mi riempie di rabbia la tua cecità davanti ai problemi.
Sento sempre quel vuoto..il vuoto di una complicità assente,
di una condivisione mentale che nn c'è.
Di una diversità che fa male perchè viene messa a tacere
o etichettata come 'simpatica', quando è drammatica e dolorosa.
Vorrei dirti che quando ti sembro distaccata, non è solo una tua impressione.
Vorrei riuscire una delle tante volte in cui mi chiedi se ti amo, a dirti la verità.
Vorrei non essere schiava delle mie paure.
Della stasi maledetta in cui mi lega sempre questo cuore codardo.
Vorrei non essere qui a piangere da sola davanti al computer questa
maledetta domenica pomeriggio.
Vorrei non farmi sempre schifo fuori, oltre che dentro certe volte.
Ma perchè non ci riesco?
Mi hai appena chiamato per chiedermi come sto, se sto bene. Che mi hai visto giù. Ed io sono giù infatti. Almeno in questo mi hai sempre saputo leggere bene...