
Di alzarsi al sicuro ogni mattina, nel nostro letto.
Di fare colazione, qualsiasi essa sia.
Di vestirci, scegliere ciò che indossiamo, facciamo, vediamo nel corso del giorno.
Andare dove vogliamo.
Uscire a fare una passeggiata.
Guardare la posta sul computer.
Telefonare a un'amica.
Passare una serata con la nostra famiglia.
Tutto così normale, no?
Scontato, vero?
Oggi mi è stata raccontata una storia.
Oggi ho visto una ragazza, una bambina di soli 17 anni.
Seduta al bordo di una strada.
Ma non per guardare le auto che passano.
Non lo ha scelto Lei, di star seduta lì.
Rattrappita come un gatto spaventato.
Quella sediolina è la sua prigione.
Quella bambina deve stare lì, non può scegliere nulla.
Ogni giorno deve aprire il suo corpo alla violenza, alla furia, allo schifo
del mondo che entra dentro di lei con le sue mani luride e fruga nella sua anima
nel suo cuore e strappa, taglia, dilania...
Ed il mondo ha la pelle di uomini che lei nono conosce e odori terribili di sangue e sudore marcio
che le restano addosso, tra i capelli e sotto le unghie per quanto
si lavi, per quanto strofini fino a sanguinare quella pelle non più sua.
E lei vorrebbe urlare e scappare.
E lei vorrebbe svegliarsi ogni mattina in un altro mondo.
O forse, vorrebbe non svegliarsi affatto.
Perchè se scappa, la troveranno.
Perchè se non collabora, la picchieranno a sangue o
faranno del male alla sua famiglia...una famiglia lontana,
che le è stata strappata con la promessa
di un futuro migliore.
E così lei tace.
E resta ferma nella sua prigione
e ogni giorno
perde un pezzo di sè, un pezzo di anima, un pezzo di una vita che le è stata
portata via.
Fatta a pezzi.
Uomini? Bestie?
...non vedo distinzione in questa muraglia di spietati carnefici.
Mostri senza calore nè anima.
Adesso provate a rileggere la lista a capo pagina.

