venerdì 17 dicembre 2010

Le saggie parole di un'amica

Io:"Sai, rispondere col silenzio, sempre, ogni volta...vuol dire

'per me nn conti, nn esisti'...




Lei: "Oppure

'Sono un vigliacco e non ho le palle'..."





Che saggezza in queste poche parole.

Candido torpore


Scende sui miei occhi stanchi e sulle membra pesanti di Te.
Scende sui tuoi silenzi affilati come lame impietose.
Scende sui questi infiniti giorni passati senza vedere il tuo volto.






Cala dolcemente e con distaccata crudeltà.
Come ogni tuo messaggio non arrivato.
Ogni mia telefonata lasciata cadere nel vuoto.
Ogni tuo "aspetta" restato senza fine.
Ogni ricordo è uno schiaffo, un pugno allo stomaco.









E nel fondo del silenzio,
nel fondo del gelido labirinto della mente
che non spera più e si lascia scivolare
si ode ancora quel flebile
minuscolo lamento...











Perchè?

martedì 7 dicembre 2010

Argini


La cosa più difficile da arginare è me stessa.
La voglia, il bisogno, la mancanza.
Non riesco a chiudermi questo cavolo di becco e smettere di farne uscire
parole, pensieri, parte di me che LUI nn merita!

Ho deciso di prendere misure drastiche.
Avevo cancellato il suo numero.
Ma tenuto ogni suo messaggio.
Chi conosce minimamente l'utilizzo di un cellulare saprà che è come
smettere di fumare ma tenersi un pacchetto di sigarette
da annusare, in casa.

Ma stamattina l'ho fatto.
Ho strappato tutto, quella sottile linea di contatto.
Linea di dolore. Non esiste più.
Così nn posso più umiliarmi.
Per quanto ora mi sembri poco, tra qualche tempo starò bene.

C'è un momento in cui LA PARTE RAZIONALE DI NOI
deve prendere le difese di quella irrazionale ed emotiva
che sta ricadendo in circoli di autodistruzione.
E questo momento è stato poco fa.

Ieri notte mi sono addormentata col le lacrime secche.
Non deve succedere ancora, basta.
L'ennesimo silenzio sbattuto in faccia.
Basta! Ho cancellato il numero.
Ho cancellato TUTTI I MESS. Non ho più nulla
per risalire, per cercare...


Ora forse gli argini reggeranno.

lunedì 6 dicembre 2010

Ps.

Chi me lo spiega cosa ci fanno due uova, con due cucchiai d'olio e cipolla misti a due panini interi e due o tre fette di formaggio a guarnizione nel mio stomaco alle 19 di sera? -_-''
Solita autopunizione, che palle.
Palleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Fuck off.

C'era una volta...


Tra 3 giorni sarà un mese.

Dall'ultima volta in cui ho incrociato il tuo sguardo,
dall'ultima volta in cui mi hai CONCESSO la tua presenza.

Mi rendo conto che
col tempo
ciò che sento sta cambiando.

Mi viene in mente la favola del genio...

C'era una volta
un genio molto potente che bramava di essere liberato dalla sua angusta prigione, una lampada in cui era intrappolato.

Pregava solo di trovare un uomo che strofinasse la lampada e se quell'uomo lo aves
se fatto uscire anche solo per poche ore, il genio lo avrebbe sommerso di desideri: gli avrebbe donato tutto, qualsiasi cosa lui desiderasse, sarebbe diventato il suo servo e lo avrebbe reso l'uomo più forte e potente dell'universo.
Ma quell'uomo nn arrivava.

Passarono gli anni..dopo 200 anni, il genio ero spento e stanco e amareggiato.
I suoi giorni erano tutti uguali e spesso le sue notti erano tormentate da incubi.
Dentro di sè pensò che se quell'uomo fosse giunto adesso a liberarlo, gli avrebbe concesso dei desideri in cambio..ma solo 3, nn infiniti.
Ma nessuno arrivò.

Poi gli anni passarono ancora, ne passarono altri 300.
Il genio era sempre più stanco e rancoroso, odiava le pareti della sua prigione e quella vita vuota e senza senso. Si disse che se quel liberatore, quell'uomo, fosse giunto ora, forse nonostante tutta la rabbia che aveva in corpo e tutta quell'amarezza per un destino tanto infelice, avrebbe comunque donato a quell'uomo un grande e solo desiderio.
Ma l'uomo, ANCORA UNA VOLTA, nn arrivò.

E il genio attese, attese, attese altri 200 anni.
Poi un giorno, qualcosa successe.
Il genio si sentì risucchiare magicamente e trascinare in un vortice fuori dalla lampada.
Un uomo l'aveva strofinata!
Non appena il genio fu libero, guardò l'uomo con occhi di fuoco e senza proferire verbo, lo fulminò, uccidendolo sul colpo.



Io sono come quel genio.
Quanto ancora potrai andare avanti ad amareggiarmi?
a frustrare le mie attese, le mie parole ma soprattutto il valore di ciò che io ti vorrei donare?
e quanto a lungo posso sopportare ancora questa tua fuga che sporca e sdegna la bellezza di ciò che ti sto offrendo??

Forse, quando alla fine ti volterai e cercherai i miei occhi, la mia voce, le mie parole..per degnarti anche solo di ascoltare questa 'lagnosa ragazza' che ti insegue...

...forse ti renderai conto che sei restato solo, che dietro di te nn c'è nessuno, che quella voce che ti chiamava, sussurrando per nn disturbarti troppo, ora nn c'è più, ora tace.

E nn tornerà.

domenica 5 dicembre 2010

Un altro giorno

Vado a letto con la testa piena di Lui.
Del suo sorriso, del suono della sua voce e della sua risata timida.
E aspetto. Ancora.
E' dura ma ringrazio che sia passato un altro giorno di questo silenzio.
E ringrazio anche il cuore e le orecchie di una grande amica
che non mi abbandonano mai.
E non mi lasciano mai sola con me.
Grazie.

sabato 4 dicembre 2010

5 giorni


Ne mancano solo 5.

E poi sarà passato un mese,
Un mese dalla sera in cui ho perso il mio cuore.
Un mese.

Il ladro è ancora a piede libero, credo che sappia di aver qualcosa che rivoglio.
Ma non credo immagini MINIMAMENTE la portata della sua refurtiva.
E' la creatura più irrequieta e sfuggente che sia mai capitata sul mio cammino.

E' così dolorosa per me questa attesa, questa corsa.
Sono stremata, vorrei rinunciare.
Ma come faccio?

Non posso finchè lui avrà ciò che è mio,
almeno finchè non farà quella cosa...quel passo falso, quell'errore
che non può essere dimenticato nè perdonato.

E in quel momento sarà il mio cuore a tornare da me
e Lui nn potrà più toccarlo...
Ma quella cosa non è ancora arrivata.
Ma daltronde come potrebbe??

Come potrebbe muoversi anche un solo filo d'erba
in questa immensa prateria fredda in cui lui mi ha lasciato?
Senza parole, senza gesti...nulla, solo il suo ricordo e la mancanza del mio cuore.
Crudele e bellissimo.

Posso solo attendere.
Attendere quel fatale errore
e cercare di restare in piedi
il più a lungo possibile...