sabato 30 gennaio 2010

Abbastanza



Qualche tempo fa, Lui ha detto una frase bellissima.


Io
"E se io nn riuscissi a venire lì da te? se nn riuscissi a stabilirmi lì dove stai tu? come faremmo?"

Lui
"Piccola, alla fine probabilmente verrei io da te, l'importante è che stiamo insieme".


Uno scoppio di luce e colore nel mio stomaco.
Una noce di calore soffuso.



"Io sono la cosa più importante"



Poi...poco fa...

Io
"A volte sono preoccupata di ciò che sarà, se io nn riuscissi a venire lì da te...tu verresti qui?"

Lui "Non lo so cosa farei...come faccio a dirtelo ora? io qui ho TUTTO. Casa, famiglia, amici, lavoro.
Lì avrei SOLO te
."

Solo me.

Immagino che
'me' non sia abbastanza.













Voglia di silenzio e buio.
Silenzio.





























Silenzio.


































Silenzio.
























Silenzio.
Ennesime immagini di futuro che si sgretolano.

sabato 23 gennaio 2010

Itaca


Questa poesia mi è stata rivelata da mio padre che una volta, anni fa, la scrisse su un bigliettino per il mio compleanno. Non ricordo il regalo..ma so che queste parole mi colpirono moltissimo.
Ve ne faccio dono...

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d’incontri
se il pensiero resta alto e il sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo né nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro se l’anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche aromi penetranti d’ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca
- raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni,
e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso, già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Costantinos Kavafis



Ps. Grazie a Donatella per aver ispirato questo ricordo e quindi il mio post..appena posso risponderò a tutti i commenti, scusatemi...sono giornate incasinated (veri inglisc)!

mercoledì 20 gennaio 2010

Per Virginia

Per te, piccola.


http://www.youtube.com/watch?v=Xcd7ucSfgLo


Heaven out of hell

So are you turning around your mind
do you think the sun won't shine this time?
are you breathing only half of the air?
are you giving only half of a chance?
Don't you wanna shake because you love
cry because you care
feel 'cause you're alive
sleep because you're tired

make heaven, heaven out of hell now...

Are you locked up in you counting the days
oh how long untill you have your freedom
just shake because you love
cry because you care
feel 'cause you're alive
sleep because you're tired
shake because you love
bleed 'cause you got hurt
die because you lived

make heaven, heaven out of hell now...

are you still turning around the same thing?
are you still trying that way?
are you still praying the same prayers?
are you still waiting for that same day to come?

climbing the same mountain you're not getting higher
you're running after yourself
you can't let go
hiding in that place you don't wanna be you push happiness so far away
but it comes back to give you all that you've given before
to love you the way that you do, like a mirror
look in the air 'n catch that boomerang can't fall anywhere else
but in your own hand


and make heaven
heaven out of hell now
make heaven
heaven out of hell now...
make heaven, heaven out of hell now
make heaven
heaven out of hell now
are you still waiting?
meke heaven
heaven out of hell now
are you still praying?
make heaven
heaven out of hell now
are you still losing?
make heaven
heaven out of hell now
make heaven
heaven out of hell now



Il paradiso dall'inferno.


E così continui a rimuginare sugli stessi pensieri
pensi che il sole non tornerà a splendere questa volta?
Stai respirando solo metà aria?
Ti stai dando solo metà possibilità?

Non vuoi tremare per amore?
Non vuoi piangere per l'emozione?
Sentire, perchè sei viva.
Dormire, solo perchè sei stanca.

Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.

Sei chiusa a chiave nel tuo contare i giorni.
Oh, quanto tempo ancora per avere la tua libertà?
Non vuoi tremare per amore?
Non vuoi piangere per l'emozione?
Sentire, perchè sei viva.
Dormire, solo perchè sei stanca.
Sentire, perchè sei viva.
Dormire, solo perchè sei stanca.
Tremare per amore.
Sanguinare perchè ti hanno ferito.
Morire perchè hai vissuto.

Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.

Stai ancora rimuginando sulle stesse cose?
Stai sempre tentando la vecchia strada?
Stai sempre sussurrando le stesse preghiere?
Stai ancora aspettando che quello stesso giorno arrivi?

Scalando la stessa montagna non puoi salire più in alto.
Se fai a gara correndo dietro te stessa, non puoi mai lasciare la competizione.
Nascondendoti in quel posto in cui non vuoi essere, spingi lontano la felicità.
Ma lei torna sempre.
Per ridarti ciò che tu hai già dato.
Per amarti nel modo in cui tu sai amare, come uno specchio.
Guarda nell'aria e afferra quel boomerang,
non può cadere altrove se non nella tua mano.

Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Stai ancora aspettando?
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Stai ancora pregando?
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Stai ancora perdendo?
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.
Crea il paradiso, crealo dall'inferno...adesso.



Ti voglio bene.
Coraggio.


martedì 19 gennaio 2010

Compagni di classe




"Ti ricordi di me?"

Questa frase troneggiava spavalda e inconsapevole del proprio peso sul monitor, affianco a quel viso, quel sorriso. Quell'immagine così carica di suoni, di ricordi. Di fianco a quella quantomai inaspettata'richiesta di amicizia':

Certo che mi ricordo.
Scherzi, prese in giro di ogni genere, umiliazioni...



Sbam!
la porta nella mia mente si apre sbattendo.
Un colpo di vento.
Un vento rabbioso.


"Ma come fai ad essere uscita così con una sorella simile? devi essere uno sbaglio genetico!" (scoppio di risa alle spalle)

Poi silenzio.
Non credo lui fosse una persona cattiva ma solo un ragazzo molto debole e timido.
Una di quelle persone che se la prendono con chi è insicuro o diverso per sentirsi più integrate o forse, meno evidenti, nel gregge di compagni idioti, potenziali aggressori.

Tentata inizialmente di ignorare, decido alla fine di rispondere. Breve e sarcastica, ma di più non meritava proprio.


"Si, non buonissimi ricordi a dire il vero (-_-'' pecco di onestà??)...ma lasciamo perdere, diciamo che spero che gli anni ti abbiano reso più saggio. Posso chiederti cosa ricordi di me di preciso?"

La risposta mi spiazza.

"Non mi ricordo moltissimo del liceo, non solo di te ma in generale.... di ricordo che parlavi benissimo l'inglese e che eri (e suppongo lo sei ancora) un geniaccio in italiano. mi è rimasto in mente un tema che avevi fatto e che la prof. aveva letto in classe. la traccia era sul futuro e tu,andando fuori traccia, avevi fatto un tema stupendo. fai la scrittrice? ah sì, poi mi ricordo che ti facevo un po' di scherzi idioti.... cosa fai nella vita?"

O_O

Lui non ricorda.
Mi dico che è davvero incredibile.
Incredibile come degli 'scherzi idioti' che lui ricorda vagamente abbiano invece un'eco così profonda nel mio essere. Nella percezione di me. Mi sorprendo ancor più di leggere, tra le righe, che questa persona che mi disprezzava a gran voce, nutriva una seppur minima ammirazione per ciò che io ero e facevo.

"Le persone cambiano."

Questa frase me l'ha detta un'amica a me molto cara, qualche tempo fa.
E' strano pensarci, è strano come l'idea che ci facciamo di alcune persone in un certo periodo della nostra vita possa poi no avere più nulla a che vedere con ciò che questi stessi individui diventano poi, negli anni.

Ma sarà poi vero?
Insomma...dei semi di rovo possono poi dare papaveri?
o forse qualche spina sotto sotto resterà?







venerdì 15 gennaio 2010

La ragazza di cristallo


La vedo ogni Mercoledì.

Arriva sempre tra gli ultimi al corso di traduzione.

Si siede in silenzio sulla sua sediolina, il più possibile nascosta tra gli altri arrivati, tutta imbacuccata nel suo cappotto, coperta fino al naso da una sciarpona colorata.
I guanti lasciano scoperte le punte delle dita bianchissime e sottili.

Entra a testa china, gli occhi bassi.
Non li alza mai durante tutta la lezione, non parla mai, scrive silenziosa sul suo quadernino degli appunti. Sulla parte del viso pallido che sbuca dalla sciarpa, sporgono aguzzi gli zigomi, le loro ossa evidenti sotto la pelle candida. E' magrissima, un filo d'erba.

Quando arriviamo, ognuno toglie la giacca. Fa caldo nella libreria.
Ma lei no.
Resta vestita di tutto punto, e alla fine della lezione esce veloce prima di tutti, come un soffio di vento. Impalpabile come era arrivata.

Ogni Mercoledì la guardo sperando di incrociare il suo sguardo, sorriderle. Ma i suoi occhi restano sempre bassi su quel quadernino scritto fitto fitto e alla fine della lezione, bloccata dal mio timore di essere un inopportuno invasore, non riesco a ritrovare quel coraggio che, da bambina, mi spingeva senza vergogna a dire agli altri "Ciao! io mi chiamo E. Tu come ti chiami?"

E così, di nuovo, lei scivola via.

Verso la notte fredda fuori dalla porta.

martedì 12 gennaio 2010

Essere un vaso




Immobile.

Liscio. Intoccabile.

Non ha altro scopo che stare fermo.

Star lì.

Nessuno gli dirà mai che è sbagliato.

Che non fa abbastanza.
Che dovebbe darsi una mossa perchè a 28 anni non si può esser senza lavoro.
Che non deve esser così inerte.

Non si sentirà mai frainteso e frustrato.

Perchè lui è un vaso.

E' fermo e basta.

E' nato così.

In pace.








Mal di testa.
Nodo allo stomaco.
Voglia di piangere.

domenica 10 gennaio 2010

Scotomi

"Per scotòma si intende la mancanza di attenzione o un'attenzione negativa che esercita un'influenza deleteria sia dal punto di vista emotivo che da quello fisico. Un bambino che venga ignorato o a cui vengano date solo attenzioni negative, in realtà riceve il messaggio "tu non sei OK". Una persona che venga presa in giro, svalutata, umiliata, degradata fisicamente, derisa, chiamata con soprannomi poco piacevoli o messa in ridicolo, viene, in un certo senso trattata come cosa senza significato, cioè scotomizzata."

Questo frammento è tratto da un libro che sto leggendo. Mi è tornato alla mente immediatamente durante un pranzo recente, qui a casa. Tutta la famiglia riunita.

Stavamo guardando vecchie foto. Foto di noi bambine, ricordi di tempi felici, senza ansia. I miei primi passi. Sorrisi a tutta bocca. Clima disteso. Poi mio padre se ne esce con una battuta:

-"Ecco, qui iniziavi a camminare. Hai iniziato tardi per la tua età. Gli altri bambini camminavano già. Ma tu eri in ritardo...e anche dopo, nn ti sei più ripresa..."(tono amarognolo e calante)

Scende il gelo....volano occhiatacce da mia mamma e mia sorella.
Che forse sono un pò più sensibili di mio papà. Forse si rendono conto meglio di cosa voglia dire per me essere ancora qua ferma come una cozza sullo scoglio, senza riuscire a sbloccare questa stasi in cui affoga la mia vita. Pur provando. Pur mandando cv ad ogni angolo di mondo, ricevendo, quando va bene, una lettera che ti informa che per ora il tuo 'profilo' nn serve...

Dopo quella battuta, mi si è stretto un nodo in gola e non sono più riuscita a smettere di pensare a quelle parole. E pensare che il libro che sto leggendo me lo ha passato proprio il babbo...credo che a volte lui semplicemente non si renda conto.
Come quando da ragazzina, non vide il mio sguardo che si rabbuiava dopo avermi fatto notare con nonchalance:

"Hai messo su un paio di kili per caso?"

Una sola battuta.
Eppure ancora me la ricordo.
Non so nemmeno io quanti anni sono passati.



Vi auguro una serena notte.