lunedì 5 aprile 2010

Queen of stillness

Sono di nuovo qui.

Io e il bassotto.

Dopo una settimana di assenza, mia madre (venuta a prendermi in stazione) ha pensato bene di mollarmi a casa per andare a una festicciola a casa del suo tipo.

Ultimamente ci vediamo davvero molto poco.

Io sono appena tornata dalla città dell'ultimo post...

Mi rendo conto che sono INCAPACE di prendere serenamente qualsiasi decisione senza tormentarmi immediatamente e subito dopo con un'enormità di quesiti e dubbi atroci...

Bloccate in mezzo alla mente quelle parole di mio padre...

"Certo che fa tanta rabbia...dopo tutti i soldi che abbiamo speso per farvi studiare..."

Si, è vero papà.

Fa rabbia.
Fa tanta rabbia anche a me.
E mi riempie di dolore e di impotenza.


E mi si riempiono gli occhi di lacrime quando mi dici che non è colpa mia, che io sono coraggiosa e che ammiri il modo in cui sto cercando di reagire...

Mi fa paura non sapere più a che porta bussare.

Non sapere che strada intraprendere senza questa fottuta paura di sbagliare.

Di deludere te e la mamma.

Di deludere me stessa.

Sono così stanca di non volere parlare di me.
Di sentire quella fitta di fastidio e inadeguatezza ogni volta che qualcuno mi parla del suo nuovo e bel lavoro o mi chiede come va la mia vita...
Mi sento spesso anche stronza, anche incapace di gioire per le cose belle che capitano ad altri...

Vorrei anche poter tornare ad essere una persona diversa.
Più felice, con più speranza e meno tristezza.
Vorrei che il mio ragazzo non dovesse passare 5 sere su 6 che passiamo insieme a farmi da spalla su cui piangere...bella compagnia sono diventata...


Mi fa paura qualsiasi movimento.
Ma nello stesso tempo, so che nn posso più restare qui.
Mi sento la regina dell'immobilità.
Un regno di cristallo in cui nulla si sposta per il rischio di fare un errore irreparabile che possa condannare a una vita di sconforto e rimpianti...

Wish I had someone to tell me what to do.
Just tell me, I'll do it.
Please.

mercoledì 31 marzo 2010

Nuvole e odiata pioggerella grigia.

Mille dubbi nella mente.

Domande.

Risposte già date ma che sembrano impossibili cammini.

Irrealizzabili.

Indecisione, immobilità...


TUTTI non sono, nn saranno mai, contenti.


Ed io? sarò mai contenta?



Le risposte?? ditemi le risposte!



Di nuovo, nn lo so.

Nel frattempo...







Mangio troppo.
Perchè nn mi piace come sta andando...la vita.
Cammino per le strade strette di questa città...

Cammino...

martedì 23 marzo 2010

Fuori


Verrebbe voglia di uscire.

C'è un sole splendido fuori.
Splendido, caldo.
Sento il calore sulla pelle, i raggi mi scaldano anche attraverso il vetro della finestra.

Il mio cagnolino mi fissa.
Vuole uscire, vuole andare a fare una passeggiata.

"Adesso, ok...adesso andiamo, ok?"

Ma perchè ho così tanta voglia di piangere?

Ho camminato per le stanze di casa mia.
Vuoto.
Sole e vuoto e silenzio.

Mia madre è via da due settimane.
Mia sorella è via...nn ricordo più da quando.
Mio padre mi chiama, ogni tanto.
Piccole telefonate che durano pochi minuti in cui raramente posso dire
davvero ciò che corrisponderebbe alla risposta di "come stai?"

Prima, in camera di mia madre,
osservavo le foto che riposavano sulla credenza.
L'odore di pulito delle lenzuola.
Tutto così immobile.
Vuoto.



Sola.



Lacrima.

Lacrima.

Lacrima.


Le asciugo veloce.
No no no, basta basta.
Ora esco. Si.

Mi farà bene.

Vado.


Nel sole.

domenica 21 marzo 2010

Cattive vecchie abitudini


Più veloce.
Centra
Come?

Ho detto che devi andare più veloce, nn bruci abbastanza così...

Uff, ah si...ok ok.
Accelero la pedalata.

Ma come cavolo ci erano restati quei kinder nella mensola in cucina?


Pedala!


E come cavolo è venuto in mente a mia mamma di
comprare quella confezione di gelato all'amarena?


Pedala, pedala, pedala!


E poi chi cavolo me l'ha fatto fare di mangiarmi quella tarteletta di frutta
al bar, sto pomeriggio? eh?? chi??


...


Scendo dalla bici.
40 minuti bastano?


Si, sali sullo step ora...


Sarebbe anche passata la tartelletta se non mi fossi mangiata un cono enorme da 3 palline pochi minuti prima...in fondo la tartelletta nn mi andava nemmeno!!


Muoviti con lo step, spingi più forte...


Si, hai ragione.


Poi mi restano ancora i pesi, gli addominali.
Forse alla fine mi sentirò meno inquieta.

















C'è sempre puzza di autopunizione nell'aria
ma fingo di nn sentirla.

Fingo che la tartelletta mi andasse davvero.

Che il gelato all'amarena e i kinder che l'anno seguito
siano stati solo una conseguenza
della consueta voglia di zuccheri che precede
ogni volta il mio ciclo.



Ma si, certo.
Sarà quello...

...


Certo.

venerdì 12 marzo 2010

Scossa



Sprofondavo
.

Sprofondavo nel buio,
nel silenzio,
nella pesantezza.

Mi sentivo vittima,
ingiusta e perenne.

Vittima.
Vittima.
Vittima.

E pensare che ho sempre ripetuto di guardarsi dalla facile culla del vittimismo.

Poi...



Una libreria.

Un libro mi fissa dallo scaffale, è avvolto in una fasciatura di plastica.

E più spessa del solito...sembra dover contenere qualcosa, stretto stretto vicino al libro...

ma...cosa...un braccialetto viola.

E' semplicissimo, di plastica, simile a quelli "Livestrong" che spopolavano tempo fa...

ma sulla superficie liscia ci sono delle parole.

Una frase, il titolo del libro.

"Io non mi lamento".

Lo prendo tra le mani, lo giro, leggo la copertina sul retro...

"LAMENTARSI
è parlare di quello che non vogliamo
ANZICHE' DI QUELLO CHE VOGLIAMO.

PAROLE NEGATIVE
attirano
COSE NEGATIVE

E' la cosiddetta
Legge
dell'Attrazione."

Conoscevo la legge dell'attrazione,
ho anche una newsletter, regalo di un'amica
(mi aveva mandato il link per iscrivermi in un periodo nero per me...)
che me ne parlava tutte le mattine.

Non so più da quanto nn le leggo quelle mail della newsletter.
Ad un certo punto la pesantezza ha prevalso, nn ricordo più quando...
e ho smesso di leggere la posta.

Tutto nello stesso cestino dimenticante:
posta, offerte di lavoro, newsletter...-_-''

Ma...lì, nella libreria, in quel momento...
le mie mani si muovono da sole...

COMPRO IL LIBRO.

Lo leggo d'un fiato in due giorni.

E' scritto da un pastore statunitense.
Io sono atea ma lui nn scrive di movimenti religiosi, ma di uno stile di vita.
Ogni lamentela, ogni pianto sulla mia 'triste condizione' nn fa che aggravarla e farmici sprofondare.
Questo sostiene il libro.

Il braccialetto è una sfida.

Si dovrà spostarlo di polso ogni volta che ci accorgeremo di star di nuovo
'cantando la nostra triste canzone'.
Ogni volta che parlando ci sentiremo tristi o vittime.
Ogni volta che penseremo che 'tanto nn poteva che andare così a noi...', ci staremo lamentando, sprondando nel vortice...

Il libro sostiene che smettendo di ripetere ad alta voce a noi stessi quanto stiamo male
e quanto siamo sfortunati, già solo smettendo di farlo,
ci sentiremo meglio.

E ci renderemo conto di quanto la nostra vita sia una sequela di lamenti...
sostenuti dalla società, dai media,
da tutti coloro che ci insegnano che lamentarsi della propria situazione
significa essere maturi, volere di più, esser lucidi...

e in verità ci fanno sprofondare sempre più verso
ciò che nn vorremmo,
verso un senso di malessere
e predestinazione all'infecità.


Potrebbe sembrare una bella favola, ciò che il libro predica ma...
Lo sto provando e...FUNZIONA!
Basta partire dalle piccole cose, anche solo dal nostro stesso modo di esprimerci...

Questo post nn può bastare a spiegare il libro ma lo consiglio a
chi ha del tempo libero e volesse leggerlo..l'autore è WILL BOWEN, il titolo "Io nn mi lamento".

Ora devo scappare,
ho solo 10 minuti prima di uscire verso una giornata ricca di opportunità :)
Vi abbraccio fortissimo!!

Ps. Nel video sul blog di Kiara
siete così tenere che vorrei strizzarvi tutte come trottolini amorosi duddù daddaddà,
siete adorabili ^_^

Pps. Evaluna, risponderò meglio e con calma al tuo commento.
Tu sei sempre la benvenuta qui, non pensare nemmeno per un attimo che io possa avercela con te, ti sono vicina...spero tu stia presto meglio, coraggio!!

sabato 6 marzo 2010

Fame nervosa


Arrivo trafelata, correndo.
Arrivo al treno, sono sempre ossessionata dall'idea di perdere i treni anche quando ho mezzore di anticipo...-_- Non ho mai detto di essere normale. E poi, in fondo, la normalità nn esiste.
By the way...sono davanti al treno ma...

Ho fame.

Non è proprio fame.

Vorrei poter dire che "è più voglia di qualcosa di buono"(citando una famosa pubblicità) ma immagino che nn sarebbe esatto...

Mi avvino alla macchinetta.
Barretta di cioccolata con nocciole intere. 1 euro e 50.
Brioche alla marmellata di ciliegie. 70 cent.
Dleen, cascano le monete nella macchinetta. Segue la cioccolata.
Dleen, cascano le seconde monete. E pluff...eccola la Brioche.
Ficco tutto in borsa.

Salgo in treno.
Trangugio, quasi senza pause tra i vari bocconi, la brioche.
Nel mentre il mio cervello è altrove.
Penso alle parole di quella donna, la mia ultima 'datrice di lavoro occasionale', occasionale come l'ennesimo lavoretto sfruttamento che questa grandiosa società mi ha fatto l'onore di concedermi...le parole risuonano nella mia testa...il suo sorriso (falsamente) gentile...

"E' stato davvero bello lavorare con te, sei stata molto brava. Ti richiameremo la prossima volta..e...posso darti un consiglio?? decidi cosa vuoi fare, come lavoro dico...decidi in fretta, prima dei 30, ok? alla prossima allora..."

Due parole stridono più delle altre.

DECIDI.

Decidi??
magari potessi permettermi il lusso di decidere!!
qui è già tanto riuscire a farsi cacare!!(scusate il francesismo!)
...come cavolo faccio a decidere se nn ci sono opzioni tra cui scegliere???
No comment.
Ma FORSE lei nn sa.
Forse Hong Kong - lei è cinese- nn è come l'Italia.
Forse è davvero ingenua come sembra. Forse. Me lo auguro, lo voglio credere.
Voglio credere che lei nn si stia rendendo conto della mazzata che mi sta calando sul cranio mentre parla e mantengo un cortese sorriso...

E poi l'altra parola, un macigno.

TRENTA.

Ad Aprile ho 29 anni.
E nonostante la mia età anagrafica sono relegata in una vita da quindicenne in termini di indipendenza e affermazione lavorativa. Il tempo che passa, che vola senza che mi sia data la possibilità di far nulla per muovermi. La costante sensazione di essere invisibile, tagliata fuori da una società per cui nn sei utile...-_-''

L'ultimo morso della brioche scende lungo la gola.
Inizio a spezzettare la barretta,
la faccio a quadretti.
So che li mangerò tutti e quindi nn ha senso lasciarla intatta.
Mi porto avanti...e continuo a rimuginare.
Penso agli impegni dei prossimi giorni, l'ennesimo viaggio di distribuzione cv, di ricerca del lavoro maledetto...e intanto ingoio e mastico.
Mastico e ingoio.
Una mia amica mi chiama al telefono, parlo mentre continuo a masticare il cioccolato.
La telefonata finisce, mancano due file di quadretti e l'intera barretta sarà nel mio stomaco.
Una parte di me decide che la punizione può bastare e chiude il pacchetto, infilandolo rapido nel posacenere del vagone per evitare ripensamenti...

Ecco.
Manovra di autopunizione eseguita, ci congratuliamo.
Complimenti signorina!
Uffa, stasera minestra.

Era da un sacco che nn lo facevo...la situazione era già stata anticipata dal buondì al cioccolato trangugiato tra le lacrime ieri notte, rimuginando ancora su quella frase, sul tempo che nn c'è.
Sulle porte chiuse in faccia, su una vita che nn parte...


Uff...basta.
Bastaaaa.
Sono una lagna vittimistica stasera, chiudo qui.

Chiuso.

















Vorrei mandare un ENORME ABBRACCIO alle splendide donne che si troveranno domani a Milano. Mi dispiace un sacco nn poter esserci....sarete nei miei pensieri...


lunedì 1 marzo 2010

Volevo solo dire che....

Ci sono.

Incasinatissima ma ci sono.

Tornerò appena potrò.

Vi penso.